:::: MENU ::::

Al San Matteo di Pavia, il 30% dei trapianti di rene è da donatore vivente

Senza categoria

Al San Matteo di Pavia, il 30% dei trapianti di rene è da donatore vivente

Recentemente il San Matteo di Pavia ha festeggiato il 500esimo trapianto di rene, un traguardo storico che ha incentivato la campagna per promuovere la donazione da vivente.

Il Direttore della Chirurgia seconda del policlinico, Andrea Pietrabissa ha spiegato come un rene donato da vivente possa raddoppiare i suoi effetti benefici, riducendo le possibili complicanze e raddoppiando il periodo di funzionalità del rene stesso rispetto alla donazione da cadavere.

Uno degli ostacoli a questo tipo di donazione è la diffidenza e la paura di causare del male al donatore vivente; il responsabile di Nefrologia Teresa Rampino ha però ricordato come non esistano rischi per la persona.

Infatti vengono eseguiti esami ed accertamenti tanto accurati da scartare il 53% dei potenziali donatori, poiché essi devono avere tutti gli organi sani per non rischiare complicanze post operatorie.

Il responsabile del Centro trapianto di rene ha affermato come l’obiettivo principale sia quello di garantire al donatore la stessa qualità della vita che aveva prima dell’operazione.

 

Clicca qui per visualizzare l’articolo originale.